Il passato non esiste. Esiste solo il fremito del presente.
E la visione del futuro. Penelope non conosce conformismo, etichette o deliri consumistici. La sua è un’indole eversiva che frange codici e confini anacronistici.

Ogni abito, ogni accessorio, scaturisce da una ricerca inesauribile e mai paga, sempre tesa al nuovo. Lo si intuisce appena si varca la soglia del negozio:
ogni volta è la prima volta. Fugace, irripetibile.
Antri e nicchie sprigionano infinite sfumature: dalla femminilità languida di Lanvin alla freschezza di Carven, dalle architetture di Yohji Yamamoto ai volumi urbani di Alexander Wang, fino alle linee concettuali di Margiela.

Ogni creazione è unica, atipica, eppure unita alle altre da uno stile eterno e immutabile, traccia indelebile che trascende il tempo.
Ciascun capo sottende una scelta. Una scelta intellettuale, raffinata, preclusa a chi segue la corrente. Non è modernità. E’ avanguardia.